Educazione finanziaria: perché la consapevolezza economica ci riguarda tutti

Corsi, scuole, web series che raccontano i temi del risparmio: ecco come l’educazione finanziaria viene diffusa nel nostro Paese.

 

di Cristina Maccarrone

Cos’è un conto corrente? Come si gestisce, ha delle spese fisse? Quanti tipi di mutuo esistono? Domande di fronte a cui un cittadino non dovrebbe avere difficoltà a rispondere perché hanno a che fare con la vita di tutti i giorni e con qualcosa da cui difficilmente si può andare in vacanza: la gestione delle proprie risorse economiche.

 

L’educazione finanziaria: un tema che riguarda tutti

E invece, l’educazione finanziaria, che in inglese si dice financial literacy (dove la seconda parola sta più per alfabetizzazione), non è un tema così comune, così come non è così scontato che chi svolge una qualsiasi professione, anche di livello piuttosto alto, sappia davvero come gestire i propri soldi.

"non è così scontato che chi svolge una qualsiasi professione sappia davvero come gestire i propri soldi".

Eppure qualsiasi decisione prendiamo – da cosa mangiare la sera, all’asilo dove mandare i figli, passando per la gestione dei nostri risparmi (compreso il vecchio e caro materasso) – prevede che l’approccio sia non solo strategico, ma anche economico. Un approccio che, a differenza di quanto si è sempre creduto, non è influenzato solo dalla razionalità, ma prevede una forte componente di emotività.

 

Le decisioni economiche? Le prendiamo anche in maniera irrazionale

A dirlo è il premio Nobel per l’Economia, Richard Thaler nel suo libro “Misbehaving: La nascita dell’economia comportamentale”. Lo studioso spiega come, sia che stiamo acquistando una radiosveglia che se stiamo scegliendo il piano pensionistico, siamo vittime di distorsioni cognitive – irrazionali – che ci allontanano da decisioni che andrebbero prese coscientemente, ancor più in relazione a qual è la posta in gioco. Eppure, spesso non è così. Errori poi che, stando a Thaler, influenzerebbero non poco il mercato.

educazione finanziaria millenials

Gli italiani e le conoscenze finanziarie: meglio di tutti i Millennials

La situazione poi non va meglio nel caso specifico dell’Italia. Secondo l’ultimo rapporto Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane, le nostre conoscenze finanziarie sono ancora limitate.
Intanto c’è un disallineamento del 40% tra quello che si pensa di sapere e cosa si sa davvero (si parla di overconfidence).
Stando ancora ai numeri, poco meno del 25% degli intervistati ha l’abitudine di pianificare e monitorare gli obiettivi raggiunti. Più del 50% gestisce entrate e spese attraverso un budget prefissato, ma solo il 13% lo rispetta sempre. Tutti i comportamenti comunque virtuosi, secondo il rapporto, vengono associati positivamente a conoscenze – sia reali che percepite – e all’interesse che si ha verso gli argomenti.
C’è però una curiosità positiva: il 47% dei Millennials (i ragazzi nati tra gli anni ‘80 e il 2000) è alfabetizzato finanziariamente, mentre lo è solo il 39% di chi ha un’età tra i 35 e i 54 anni e il 35% di chi ha più di 55 anni (dati: S&P Global Finlit Survey del Global Finance Literary Excellence Center).

"c’è un disallineamento del 40% tra quello che si pensa di sapere e cosa si sa davvero".

In tutto questo, ovviamente, l’educazione finanziaria – termine con cui si indicano quelle azioni, iniziative, corsi, eventi, ecc., per fornire strumenti per affrontare decisioni economiche –  assume un ruolo fondamentale e in Italia crescono le iniziative in tal senso.
Sia di matrice pubblica che privata, come per esempio viene fatto dalle varie BCC sul territorio. Vediamo insieme alcune di queste iniziative.

 

Quello che conta: il portale del Comitato per l’educazione finanziaria

Nell’agosto 2017 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha istituito il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria con il compito di promuovere iniziative concrete e misurabili (è anche su Twitter con l’account @ITAedufin).
E tra queste, c’è il neonato portale Quello che conta che fa educazione finanziaria fin dal primo accesso. Nella home del sito, l’utente si trova di fronte a 6 momenti fondamentali della propria vita, come possono essere l’acquisto di una casa, l’avere trovato lavoro, l’arrivo dei figli, ecc.; sceglie il momento in cui si trova o quello che lo incuriosisce e naviga tra i vari contenuti disponibili: consigli, cose da sapere, guide pratiche e persino un glossario di finanza, assicurazione e previdenza costantemente aggiornato.

Insieme al portale, è stata lanciata la consultazione della Strategia Nazionale per l’educazione finanziaria rimasta aperta fino al 31 maggio scorso e che adesso è al vaglio del Comitato.

 

Ottobre: Mese dell’Educazione finanziaria

Ottobre, poi, è il primo “Mese dell’Educazione finanziaria” e diverse sono le iniziative. Si apre con la World Investor Week e da Pordenone a Campobasso, da Trento fino a Melfi (PZ) ci sono corsi, incontri e tanto altro.

 

Altre iniziative: dalla web serie…

La Fabi, Federazione Autonoma Bancari Italiani, ha di recente avviato il progetto Parla con me, una web serie con storie sul rapporto tra bancari e clienti per raccontare i meccanismi interni delle banche e spiegare i prodotti. Online sui siti www.fabitv.it e www.fabi.it i primi 2 episodi che parlano di conto correnti e mutui raccontando dei casi concreti.

educazione finanziaria nelle scuole

… alle favole, la TV e la conoscenza della Banca

E se una webserie parla a tutti, fondamentale è il ruolo di educazione finanziaria nelle scuole proprio per far capire determinati concetti fin da piccoli e ai più piccoli.

Risale al 2009 – ma ancora attuale – “La sfida dei Cincilli”, favola sul risparmio, disponibile anche in formato digitale, per i bambini delle scuole primarie. Voluta da BCC Pompiano e Franciacorta, Cassapadana, BCC del Garda, BCC Agrobresciano insieme alla Federconsumatori di Brescia e portata nelle scuole dalla Fondazione Dominato Leonense, ha come protagonisti gli animali nei quali i bambini facilmente si identificano.

La BCC Fvg insieme a Confcooperative Fvg invece va in onda ogni mercoledì alle 20.45 su Telefriuli. All’interno del programma Community Fvg si trattano argomenti vari: dallo spread alle assicurazioni, passando per il ball-in e tanto altro.

La Cassa Padana invece collabora anche quest’anno con il Comune di Cremona per i progetti di offerta formativa nelle scuole. Nello specifico, è previsto un percorso dedicato ai ragazzi delle superiori per aiutarli a conoscere meglio l’ambiente di lavoro di una banca di credito cooperativo che, oltre che a curare le mediazioni finanziarie, si occupa anche di attività culturali ed educative sul territorio.

 

Educazione finanziaria per adulti

Non solo ragazzi, molte iniziative di educazione finanziaria riguardano gli adulti.
Tra le ultime novità ci sono per esempio i corsi in partenza per le docenti: hanno come obiettivo quello di colmare il gap che c’è in termini di conoscenze finanziarie tra uomo e donna. Il progetto prevede 33 ore di formazione completamente gratuita.

Neanche i Comuni sono da meno: tre incontri aperti al pubblico, dopo l’esperienza positiva del 2018, verranno organizzati dal Comune di Milano insieme a Banca d’Italia nel 2019, mentre del giugno scorso è l’esperienza di Comune di Rozzano, Istituto Calvino e Cpia (Centro iper l’istruzione degli adulti) che ha portato sui banchi diversi adulti curiosi di capirne di più di titoli e mutui.

Perché, come diceva Frederick William Robertson, teologo inglese: “L’istruzione finisce nelle classi scolastiche, ma l’educazione finisce solo con la vita”.

 

 

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