La carica dei green job

Il risveglio di una coscienza green ha stimolato la crescita di una nuova economia parallela a quella tradizionale. Ecco le linee-guida per alcune delle professioni più promettenti del futuro.

di Erika Facciolla (TuttoGreen)

 

Il cambiamento è più che mai in atto e le opportunità per i giovani non mancano. A cominciare dal mondo del lavoro, nuovi profili professionali cominciano a delinearsi, mentre quelli già affermati consolidano il loro successo. Sono i cosiddetti green job, o più semplicemente i “lavori verdi”, sempre più ricercati, ambiti e promossi dalle imprese che investono nella green economy.

Nel consueto rapporto GreenItaly, Fondazione Symbola e Unioncamere scattano ogni anno un’istantanea dei green job attivi in Italia. Nel 2018, erano quasi 3 milioni gli occupati censiti nel rapporto: un dato che rappresenta il 13% dell’occupazione complessiva nazionale e che secondo le stime è destinato a crescere costantemente.

"green job attivi in Italia quasi 3 milioni: il 13% dell’occupazione complessiva".

Guardando i trend regionali, a guidare la carica dei green job è la Lombardia con 123.380 nuovi contratti di lavoro attivati. Solo a Milano le posizioni aperte lo scorso anno sono state più di 62 mila. A seguire, l’Emilia Romagna (45.562), il Lazio (45.480), il Veneto (42.654), il Piemonte (38.869) e la Campania (29.467), prima fra le regioni del Centro-Sud. Numeri che fanno del nostro Paese uno dei leader europei del settore.

Ma chi sono, cosa fanno e soprattutto quali prospettive intravedono all’orizzonte i professionisti dell’economia responsabile e sostenibile?

 

 

Green job: conferme e new entry

In tema di green economy il Bel Paese vanta diversi primati. Oltre ad essere la nazione in Europa con il maggior numero di aziende agricole gestite da giovani under 35, l’Italia è il paese che ha saputo investire di più nelle risorse naturali locali per uscire dalla crisi e promuovere la nascita di una nuova eco-cultura imprenditoriale e professionale.

"Le professioni nate nel solco della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica sono tante e tutte di grande prospettiva".

I green job in maggiore ascesa hanno un ruolo sempre più nevralgico nella valorizzazione delle economie nazionali e di comunità. Le professioni nate nel solco della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica sono tante e tutte di grande prospettiva. Alcune hanno già acquisito una certa autorevolezza, altre rappresentano una scommessa su cui vale la pena puntare.

Ecco alcune delle carriere più ambite dai giovani che si affacciano adesso al mondo del lavoro.

 

Energy Manager

È il responsabile della conservazione e della corretta gestione dell’energia in ambito prevalentemente industriale. Si occupa di individuare soluzioni, azioni e interventi per ridurre gli sprechi e assicurare alle imprese un risparmio energetico ed economico reale. In alcuni casi, per esempio quello di aziende particolarmente energivore, la nomina di un energy manager è addirittura obbligatoria, a riprova delle grandi prospettive occupazionali che questa specializzazione riserva ai nuovi talenti.

Valutatore dell’impatto ambientale

Valutatore dell’impatto ambientale

Le abilità richieste per rivestire questo ruolo sono tecnico-scientifiche e scaturiscono, nella maggior parte dei casi, da un percorso di studi specializzato in biotecnologie. Il curriculum del valutatore dell’impatto ambientale rispecchia, dunque, un profilo molto alto nella gerarchia dei green job più prestigiosi. Il suo compito? Individuare e valutare gli effetti che un’opera avrà sull’ambiente prima ancora che venga realizzata, con un obiettivo preciso: salvaguardare l’ecosistema e attuare tutte le misure preventive per ridurne al minimo l’impatto ambientale.

 

Green designer

Non molto tempo fa veniva chiamato semplicemente product designer, ma nella sua accezione green ritroviamo un progettista che si occupa di dar vita ad oggetti replicabili in larga scala e concepiti in funzione di alcuni principi: ergonomia, sicurezza, design e fruibilità. È un creativo e al tempo stesso un artigiano che lavora con materiali biocompatibili, capace di pensare green e di plasmare la materia ispirandosi alla filosofia della progettazione ad impatto zero. Coniuga i canoni della sostenibilità sociale, economica ed ecologica con uno stile innovativo e accattivante per migliorare l’impatto estetico di ciò che prende forma dal suo genio creativo.

 

Chimico ambientale

Colui che studia, monitora e analizza i processi naturali che scaturiscono nell’atmosfera, nell’acqua e nel suolo in relazione all’intervento umano. Viene consultato anche per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti industriali, ma soprattutto per la ricerca di materiali alternativi e biocompatibili. Si tratta di un professionista talmente richiesto che il Consiglio Nazionale dei Chimici ha elaborato un codice deontologico specifico all’esercizio della sua attività.

certificatore energetico

Certificatore energetico

Con l’introduzione dell’obbligatorietà dell’Attestato di Certificazione Energetica (ACE) nel settore immobiliare, questa professione è diventata davvero indispensabile. Il certificatore si occupa di valutare e documentare le prestazioni energetiche degli edifici, dunque deve possedere competenze specifiche in tema di indici energetici, bioedilizia ed energie rinnovabili. Parte integrante delle sue mansioni è adottare soluzioni e migliorie in tema di risparmio ed efficienza delle prestazioni energetiche dei fabbricati.

 

Eco-avvocato

Ebbene sì, anche una professione di lunga tradizione come quella dell’avvocato sembra essere destinata ad una svolta epocale. I giovani laureandi che vogliono specializzarsi in eco-avvocatura potrebbero davvero fare la differenza e distinguersi in una categoria professionale di per sé già prestigiosa. Le leggi relative ai reati ambientali, al risparmio energetico e alla tutela dell’ambiente in generale, sono sempre più stringenti. Per questo, le aziende hanno bisogno di essere rappresentate e tutelate da professionisti esperti e anche se non esiste ancora una formazione specifica, la rilevanza del tema lascia presagire grandi cambiamenti a breve termine.

 

Agricoltore biologico

È una delle nuove professioni più nevralgiche del comparto agroalimentare, che poi è anche il settore dove l’incidenza dei green job è maggiormente accentuata. È un esperto di cicli stagionali, green tech e pratiche agricole sostenibili. Non è semplicemente un contadino, ma un vero imprenditore: un imprenditore agricolo. Il suo lavoro si svolge nel rispetto dei principi e dei processi eco-compatibili, in armonia con i ritmi naturali della terra. Non usa sostanze nocive, non inquina e utilizza energie rinnovabili. Riutilizza e ricicla tutto ciò che ricava dalla terra e si pone come rappresentante più illustre dell’economia sostenibile e circolare.

 

Allevatore digitale

Capre, mucche, pecore e maiali non sono mai stati allevati in maniera più smart. L’allevatore 4.0 lavora da remoto attraverso una app installata su un tablet o su uno smartphone. Gestisce e monitora gli animali (stato di salute, alimentazione, produzione del latte, ecc.) con pochi click. Non è affatto un allevatore nel senso classico del termine, ma un esperto di tecnologie digitali attraverso le quali coordina a distanza la vita della stalla. Droni, sensori, GPS, telecamere 3D, trattori e seminatrici senza pilota sono i suoi principali strumenti di lavoro e non c’è nulla che possa sfuggire al suo controllo.

eco chef

Eco-chef

È uno chef specializzato in cucina ecologica e bio. Predilige un concetto ristorazione naturale e propone piatti semplici e genuini, ma di altissima qualità, realizzati con prodotti a km (meglio ancora se a cm) zero. Il gusto autentico della tradizione, tra le sue mani esperte, incontra l’innovazione delle tecniche culinarie più moderne, in un mix di sapori impeccabile.  E nell’ eco-cucina di questo professionista della buona tavola, ovviamente, ogni forma di spreco è rigorosamente bandita.

 

Il verde, insomma, non è solo una moda, ma è sempre più motore di crescita e cambiamento. Verde, per i giovani così come per le BCC, è il colore della speranza, ma anche della sostenibilità, dei territori, delle comunità e delle filiere agricole che custodiscono e valorizzano l’eccellenza del Made in Italy nel Mondo. Per questo motivo, dopo l’attività di finanziamento per la diffusione delle energie rinnovabili svolta in partnership con Legambiente (270 milioni di euro per 5.700 finanziamenti), le BCC nell’ultimo anno hanno erogato circa 38 milioni di euro per finanziamenti green a favore di 1.171 beneficiari tra famiglie e imprese.

 

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