Let’s clean up!

Ogni anno, milioni di tonnellate di rifiuti finiscono col disperdersi nell’ambiente per colpa dell’incuria, della scarsa sensibilità delle persone e delle cattive politiche di gestione che rendono insostenibili alcuni modelli di produzione, distribuzione e consumo dei beni di largo consumo.

di Erika Facciolla (TuttoGreen)

 

La nostra società condivide con le istituzioni e le amministrazioni locali molte responsabilità nei confronti dell’ambiente. Tutti i rifiuti che entrano in circolo nella biosfera inquinando oceani, boschi, spiagge ed interi ecosistemi sono prodotti e dispersi colpevolmente da ognuno di noi. Per cercare di aumentare la sensibilità collettiva sul tema dell’abbandono dei rifiuti in Natura sono tante le iniziative che negli ultimi tempi la Comunità Europea ha deciso di promuovere in tutti gli Stati che fanno parte dell’Unione.

Ciò che è stato creato a livello comunitario è un’iniziativa ecologica che ha l’obiettivo di tenere pulito quanto più possibile l’ambiente, responsabilizzando cittadini e Governi con azioni concrete, tese ad innescare un cambiamento significativo e a modificare alcuni comportamenti poco virtuosi a partire dalle piccole abitudini.

"Una serie di iniziative concrete e fortemente educative culminano con la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti".

Le campagne lanciate negli ultimi anni in Europa convivono sotto un unico slogan: Let’s clean up Europe!

Una serie di iniziative concrete e fortemente educative che culminano ogni anno con la SERR, la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti.

Sempre ogni anno, viene istituita una giornata di pulizia “speciale”, l’European clean up Day (ECUD), l’evento-simbolo di questo grande movimento in cui tutti, ma proprio tutti i cittadini della Comunità sono chiamati a dare il proprio contributo per ripulire l’ambiente dai rifiuti abbandonati e prendere coscienza dell’impatto che il littering (l’abbandono dei rifiuti in Natura) ha su tutto ciò che ci circonda.

 

Le azioni di clean up

Quest’anno, la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti andrà in scena dal 16 a 24 novembre 2019, mentre l’European clean up Day si svolgerà dal 10 al 12 maggio 2019 prossimi. Chi dovesse perdersi l’appuntamento “clou” potrà comunque partecipare fino al 30 giugno a tante altre azioni di pulizia, sempre sotto la bandiera stellata dell’ECUD.

"chiunque potrà iscriversi al progetto e presentare la propria Clean up Idea".

L’Italia aderisce all’iniziativa attraverso il Ministero dell’Ambiente e il Comitato Promotore che organizza la SERR ormai da 10 anni. Per il nostro Paese, sarà AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) che si occuperà di coordinare tutte le iniziative tramite il sito www.envi.info, dove chiunque – da solo o in gruppo – potrà iscriversi al progetto e presentare la propria “Clean up Idea”. A Let’s clean up Europe possono partecipare istituzioni, enti locali, associazioni di volontariato, scuole, gruppi di cittadini e imprese.

La vera sfida è far entrare in maniera permanente i principi della corretta gestione dei rifiuti nella quotidianità, ma in queste particolari giornate ci si potrà “allenare” alle buone pratiche ecologiche in maniera condivisa e partecipata, coinvolgendo quante più persone possibili della propria comunità.

Partecipare è davvero molto semplice: si identifica un luogo da pulire e si condivide l’idea con familiari, amici, condomini, conoscenti e chiunque altro si voglia coinvolgere. Si contatta la ditta responsabile della gestione dei rifiuti del proprio Comune di residenza e il coordinatore dell’area e si registra l’azione proposta sul sito di Aica. Il coordinator aiuterà gli iscritti a dar vita ad una squadra di pulizia, cercando sponsor, finanziatori e promuovendo l’azione sul territorio.

Le giornate della manifestazione rappresentano, dunque, un’occasione di riflessione e di socializzazione: si conoscono persone nuove, si partecipa a corsi di formazione sulla regola delle 3R (Riusa, Ricicla, Riduci), ci si scambia idee con i compagni di squadra e si lavora insieme per un obiettivo comune. A fine giornata, i risultati ottenuti possono essere messi in rete postando foto e video sui social network con l’hashtag #cleanupeurope.

L’anno scorso, in Italia, sono state organizzate 378 azioni: un traguardo importante, ma che è solo un punto di partenza per migliorare i risultati ottenuti con una partecipazione collettiva ancora più massiccia.

La regola delle 3 R: ricicla La regola delle 3 R: riusa La regola delle 3 R: riduci

 

Buone abitudini, ogni giorno

Riduci, Riusa e Ricicla… ogni giorno! La sfida più importante è proprio questa. L’abbiamo sentita tante volte, ma quella delle 3R è una regola che vale sempre la pena ripetere e far propria, come un mantra.

Ridurre significa utilizzare meno risorse e adottare tutte quelle misure che consentono di allungare la vita del bene e di evitare che diventi un rifiuto. Qualunque sia il tipo di azione che si voglia promuovere, l’obiettivo deve essere orientato principalmente alla riduzione dell’uso delle risorse, degli imballaggi superflui e degli sprechi alimentari.

Riusare significa recuperare e riutilizzare dei prodotti o alcuni componenti attraverso azioni semplici come il controllo, la pulizia e la riparazione degli oggetti. Tantissime cose, anche quelle apparentemente più inutili, possono essere trasformate, riparate o riutilizzate prima di finire nella spazzatura. Riusare un oggetto anziché buttarlo riduce l’uso di risorse naturali ed energetiche e quindi combatte l’inquinamento. Il riuso è essenziale per uno sviluppo sostenibile, solidale ed economicamente vantaggioso per tutti.

Riciclare significa recuperare ciò sta per diventare o è già diventato un rifiuto e reimmetterlo in un circolo virtuoso di risorse da utilizzare per lo stesso scopo o per uno scopo diverso. Un esempio è il riciclo delle sostanze organiche per il compostaggio, ma vale qualsiasi azione atta a ridurre la quantità di rifiuti che finiscono in discarica o nell’inceneritore come materiale di scarto. Fa anche rima con differenziare, che è l’azione fondamentale e propedeutica al raggiungimento di qualsiasi buon proposito in tema di rifiuti. Attraverso la raccolta differenziata e il riciclaggio, i rifiuti diventano una fonte di materia prima secondaria che fa risparmiare tutti, soprattutto l’ambiente.

"La cultura delle 3R non è semplicemente una lista di regole e buone abitudini, ma un modo di vivere".

Ricapitolando, ecco un piccolo vademecum per ridurre, riusare e riciclare gli oggetti. Sono 12 buone abitudini che anche l’UE suggerisce di adottare non solo durante la SERR, ma ogni giorno, tutti i giorni:

  • Scegli borse riutilizzabili
  • Attacca un adesivoNo pubblicità” sulla cassetta postale
  • Evita lo spreco di cibo
  • Compra all’ingrosso o in confezioni familiari
  • Compra eco-ricariche o prodotti sfusi e alla spina
  • Bevi l’acqua del rubinetto
  • Limita l’uso della stampante
  • Inizia a compostare
  • Usa le batterie ricaricabili
  • Regala i tuoi vecchi vestiti
  • Prendi in prestito o affitta gli oggetti di cui hai bisogno, anziché acquistarli
  • Ripara attrezzature e beni

Ma la cultura delle 3R non è semplicemente una lista di regole e buone abitudini. È un modo di vivere che si costruisce giorno dopo giorno e che si diffonde nella società attraverso azioni e gesti concreti. Un po’ come quelle promosse dalle Banche del Credito Cooperativo che da anni sostengono iniziative dedicate al risparmio energetico e all’economia geo-circolare, come “M’illumino di meno”. E chi meglio di BCC può interpretare questo tema? Chi, se non banche che raccolgono i risparmi in un territorio e lo reinvestono in quello stesso territorio, attivando un circolo virtuoso che ri-genera le comunità e riaccende il futuro.

 

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