Sempre di più le imprese che scelgono di puntare sul turismo. All’insegna di big data e di servizi innovativi

I turisti scelgono sempre più l’Italia e le PMI fanno a gara per proporre servizi innovativi, all’insegna di big data.

Di Cristina Maccarrone

L’Italia? Lo si dice sempre: “vive di turismo”. Ma quanto questo è vero e quanto davvero hotel, ristoranti, strutture che puntano sui servizi per dare il meglio a chi sceglie il nostro Paese, riescono a vivere della loro attività e ottenerne ricavi? Qual è il rapporto che le Piccole Medie Imprese (PMI) hanno con il turismo? E quali innovazioni stanno apportando? Cerchiamo di capirne di più in questo articolo partendo innanzitutto con i numeri che, almeno di primo acchito, ci aiutano a fotografare la situazione.

 

Il turismo? Un settore in crescita costante

Gli ultimi, in ordine d’arrivo, sono quelli diffusi qualche settimana fa dalla Coldiretti: possiamo dormire sonni tranquilli, in spiaggia, in montagna o ovunque ci troviamo perché questa estate, che è già a metà, si sta rivelando una delle più proficue per il turismo dell’ultimo decennio. Ma in generale tutto il 2017 sembra stia andando bene: la prima parte dell’anno ha infatti registrato un record di presenze con 369milioni di turisti, il 6% in più rispetto allo stesso periodo nel 2016.

L’Italia si trova in buona compagnia in Europa insieme al sud della Spagna e alla Grecia, ha dalla sua una notevole biodiversità e un’offerta turistica che non si basa solo sulle spiagge, ma anche sul patrimonio culturale, il cibo, le produzioni agroalimentari e tanto altro. Italiani e stranieri su e giù per lo Stivale, infatti, spendono un terzo del loro budget per ristoranti, pizzerie, agriturismi, ma va forte anche lo street food così come il vino e tutto quello che rientra nella voce “turismo enogastronomico”. Da notare che, se sempre secondo la Coldiretti, le iniziative di Campagna Amica, nonché tutte le sagre sono un forte strumento di attrazione.

"il maggior incremento in termini di occupazione viene dalla ristorazione".

E per quanto riguarda le imprese? I dati diffusi il 25 luglio da Unioncamere confermano che il turismo è tra i settori trainanti: + 5659 imprese per il periodo che va da aprile a giugno 2017. Se il turismo cresce, di conseguenza cresce l’occupazione: stando a quanto rileva l’Osservatorio di Confesercenti per il 2016, gli occupati sono in aumento del 6%. Si sa, dire turismo vuol dire tante cose ma in questo caso la Confesercenti però è particolarmente precisa: il maggior incremento in termini di occupazione viene dalla ristorazione. Non entriamo ora nel dettaglio di contratti che spesso sono a chiamata quindi non sicuramente stabili, ma c’è da dire che se c’è da registrare un segno più sull’offerta di lavoro – stagionale o meno – questo è sicuramente un buon presupposto.

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Il ricco panorama di aziende e startup: il personal concierge che evita le code…

Dinamismo d’altra parte è una parola che ben si addice a quello che succede in Italia tra startup e aziende già avviate da tempo.

"Dinamismo è una parola che ben si addice a quello che succede in Italia tra startup e aziende già avviate da tempo".

Un esempio? Sicuramente Musement che se non conoscete, ma siete viaggiatori, vi conviene mettere tra le vostre app sullo smartphone. Perché? Perché quella che ormai non è più una startup ma è passata alla fase successiva di scale up, ideata nel 2013 da un gruppo di amici milanesi, sta sicuramente disegnando un pezzo di storia del nostro turismo. Prima, grazie a un finanziamento di 5 milioni e qualche mese fa con la raccolta di 10 milioni di dollari per il secondo round di investimenti. Cosa vuol dire? Che è un servizio che va sicuramente bene e ispira fiducia.

Come funziona? Disponibile in 8 lingue è un personal concierge per chi sta viaggiando ma anche un aggregatore e un servizio multipiattaforma: aiuta a scoprire nel posto in cui ci si trova mostre, eventi e tanto altro come se si abitasse da sempre in quella città. Ma il servizio non si limita alla scoperta: grazie all’app è possibile prenotare biglietti e saltare le code. Così come pacchetti, esperienze e tanto altro. Sia in Italia che all’estero. Il tutto sia con prodotti direttamente “Musement” che grazie a un programma di affiliazioni con aziende del settore a cui viene garantita una percentuale dei biglietti venduti attraverso la piattaforma. Di recente e in occasione dell’estate, Musement ha messo a disposizione dei biglietti salta fila per 10 musei tra cui il Cenacolo Vinciano a Milano e Gli Uffizi a Firenze (famosi per le loro attese oltre che per la bellezza) così come il Louvre di Parigi o il Museo del Prado a Barcellona.

 

… e il servizio per prenotare al ristorante senza stress

Ha concluso la fase di startup ormai da tempo anche MiSiedo, S.r.L nata nel 2011 dalla partnership tra 2night ed H-Farm. Anche in questo caso digitale e “fisico” si mescolano per dare la migliore offerta turistica. Siamo nel settore della ristorazione e MiSiedo aiuta chi vuole prenotare un ristorante evitando le chiamate a vuoto e il dovere ricevere una risposta negativa. Al momento della prenotazione sono infatti disponibili sul sito sia i posti che gli orari del ristorante scelto.

 

Nuovi “depositi” bagagli e suggerimenti per spostarsi in modo facile ed economico

Continuando nelle innovazioni a firma italiana, ci sono anche startup che pensano ai… bagagli. È nata da poco BagBNB e se il nome vi ricorda l’americano AirBNB non siete così distanti.

In questo caso gli host, chiamati “angel”, non offrono case o stanze, ma degli spazi dove tenere le valigie di chi è in giro o è prossimo a prendere un aereo o un treno, ma vuole godersi ancora per qualche ora il posto in cui è stato in vacanza. Al costo di 5 euro, si può lasciare la propria valigia o borsa a bar, locali, negozi ma anche a privati che mettono a disposizione un piccolo deposito. Come si fa? Si va sul sito e si cerca il posto più vicino a dove ci si trova. Nato per la città di Roma, il servizio si è ampliato coprendo anche città come Trapani, Rimini, Lecce e all’estero come Lisbona e Budapest, solo per dirne alcune.

Molto bella e utile è l’idea di Bookingability, piattaforma web che aiuta a trovare strutture ricettive attente alle esigenze di persone con disabilità. Un servizio tutt’altro che banale: spesso negli alberghi c’è l’ascensore o il montascale, ma magari per accedere al ristorante si devono fare degli scalini così come non sono previsti ampi spazi al tavolo.

Wanderio è comodissima per scegliere come spostarsi. Avete presente quando l’aereo costa troppo e state pensando alle alternative o quando, invece, l’aeroporto si trova a chilometri di distanza da dove dovete andare? Sul sito, vi basta scrivere il luogo di partenza e il luogo di arrivo per fare tutti i confronti possibili di spesa, ma anche di fatica negli spostamenti. Wanderio che di recente ha debuttato come app sui circuiti Android, collabora con diverse compagnie aeree, agenzie di viaggi e altro.

Il panorama italiano, come abbiamo intravisto, è molto ricco. Quanto agli investimenti, l’Associazione Startup Turismo ha diffuso alcuni dati che riguardano le startup tra il 2012 e il 2016. 74 di quelle che fanno parte dell’Associazione, hanno ottenuto 25 milioni di euro di investimenti, anche se 15, come abbiamo visto, sono andati a Musement.

 

Il futuro? Nei big data ma non solo

E per quanto riguarda il futuro? Sempre più preponderanti diventeranno i big data che, se raccolti in modo opportuno e interrogati, permettono di capire meglio i trend dei viaggiatori, la loro capacità di spesa e anche di rispondere ai loro bisogni. Big data che possono essere anche “small” e aiutare a capire ancora più in dettaglio qual è l’esperienza di una persona con un determinato museo, luogo di cultura o altro.

"Sempre più preponderanti diventeranno i big data che permettono di capire meglio i trend dei viaggiatori".

Nel frattempo, cominciano ad apparire anche nel settore turismo sempre più servizi come chatbot o robot concierge (per ora  usato solo negli Stati Uniti e negli hotel della catena Hilton).

In quest’ottica si inserisce una novità dell’ultimo periodo sul territorio italiano: Wifi Italia, progetto presentato il 13 luglio e che mira a collegare tutte le reti pubbliche d’Italia tra di loro. Ma non è solo un servizio per avere il wifi ovunque, tramite questa app e la connessione sarà possibile condividere foto e video con amici e… raccogliere dati. Che ancora una volta daranno informazioni sulle abitudini di chi viaggia nel territorio italiano. Certo, il servizio non funziona ancora benissimo, ma dal Ministero dello Sviluppo economico assicurano che sarà migliorato.

Saremo tutti più monitorati? Forse, ma se i dati verranno convogliati al meglio, non è detto che questo non sia un modo ulteriore per dare una spinta al nostro turismo. E se questo non dovesse bastare, in fondo potete sempre spegnere la connessione dati dal telefono e godervi a pieno la vacanza.

 

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